Comitato Pendolari FR8 Carrozza

Il Comitato Pendolari FR8a Carrozza nasce dall'idea di esigere immediatamente un servizio di trasporto pubblico dignitoso e conforme alle more del contratto di servizio stipulato tra Regione e Trenitalia; apparentemente un diritto, ma puntualmente disatteso.
Poichè i disservizi ed i disagi vengono rilevati regolarmente dai pendolari da decenni, e segnalati, contestati e sottoposti a reclami senza che siano adottate soluzioni sostanziali e durature, si è pensato di indurre quanti hanno responsabilità in merito a risponderne di fronte ad un magistrato, reclamando un risarcimento per danni materiali e non materiali derivanti dalla cattiva gestione.
L'azione legale di classe non ha finalità di demonizzare alcuno o di scatenare conflitti, al contrario, si vuole prevenire un conflitto in essere esigendo ciò che per diritto dovrebbe essere garantito al cittadino, nella modalità più trasparente e nello spirito della partecipazione nonviolenta.
NOI amiamo il treno, lo rispettiamo e lo abbiamo eletto quale mezzo di trasporto del futuro, in quanto più sostenibile, a minor impatto ambientale, sicuro, luogo di incontro, arricchimento e coesione sociale, patrimonio pubblico realizzato con il denaro pubblico e attraverso questo riteniamo debba essere gestito per fornire un servizio ottimizzato, efficiente, attraente.


DALLA PARTE DEI CONTROLLORI

La Stampa (Ed. Torino)
sezione: Italia data: 18/08/2013 - pag: 19


"Con il doppio dei passeggeri io il convoglio lo fermo e basta"
Dopo il caso di Ventimiglia, la solidarietà del sindacato al capotreno

«Ho una moglie e tre figli e l'ultima cosa che voglio che mi capiti è che qualcuno si senta male e collassi sul treno perché non si respira. Poi a Guariniello chi glielo spiega che ho chiamato la centrale operativa per dire che eravamo pieni come un uovo, con il doppio dei passeggeri a bordo e loro mi hanno risposto che mi dovevo arrangiare e valutare. Io il treno lo fermo e basta. Non mi rovino perché loro tagliano personale e convogli. Massima solidarietà al collega che, l'altro giorno in Liguria, ha bloccato tutto».

Maurizio Cito, 52 anni, 20 passati in ferrovia, professione capotreno, è anche uno dei coordinatori nazionali del sindacato dell'Orsa. Il suo lavoro è questo: «Controllo la sicurezza dei convogli e i biglietti dei passeggeri. Faccio il mio lavoro con scrupolo ma sui treni per la Liguria è impossibile chiedere il biglietto a tutti perché su sette carrozze che possono portare teoricamente 600 persone ne salgono 1000». Il suo racconto è un viaggio nel calvario dei passeggeri «che però, sia chiaro - dice - è anche la nostra via crucis. Siamo noi che ci prendiamo insulti tutti i giorni. Se i viaggiatori sapessero che quasi nulla dipende dal capotreno sarebbe già una consolazione. Il fatto è che anche per noi vale la regola delle Poste: se sei in coda e si procede a rilento te la prendi con lo sportellista mica con il direttore della filiale». È così il viaggio verso il mare, visto con gli occhi del «padrone del treno», è ancora più sorprendente di quello visto dagli utenti imbufaliti. Ti aspetti smentite, spiegazioni, difese a spada tratta, e arriva invece una verità scomoda destinata ad alimentare altre polemiche. Un racconto a tappe: «Il treno per Torino resta per ore parcheggiato alla stazione di Ventimiglia. Sotto il sole cocente. Quando si sale ci sono 40 gradi. Se funziona l'aria condizionata ci vogliono almeno 40 minuti perché rinfreschi un po'. Intanto da Albenga e Alassio sale l'orda di passeggeri. Ti affacci e capisci che non ce la farai mai a passare e chiedere il biglietto a tutti e così rinunci. Torni indietro». D'accordo, ma così Trenitalia ci perde. O no? «Il problema è che in tutte le fermate salgono tantissime persone che spesso non pagano. Ma se passo in quei corridoi stracolmi a chiedere i biglietti il rischio aggressione è altissimo. E poi guardi, a mettersi nei panni dei passeggeri, in quelle condizioni, non puoi nemmeno difenderti. Hanno pagato un biglietto e vogliono un servizio che in quella situazione nessuno gli sta garantendo. Va detto anche che se la Regione stanzia un budget minimo l'azienda mette a disposizione un numero di treni proporzionale alla spesa prevista».

Tornando al viaggio della speranza, il rischio di far ripartire dalla stazione un treno carico il doppio del consentito è altissimo: «Se si sente male qualcuno, se un passeggero ha un collasso, un attacco di panico, una crisi respiratoria, sono io che rispondo penalmente. Il fatto è che non ci sono regole chiare che possano aiutarci in questa decisione. Quando chiamiamo la sala operativa rimandano tutto al nostro buonsenso. Se continuano a salire persone che neanche possiamo più chiudere le porte, beh a quel punto io fermo tutto».

E ancora: «Lì con la divisa a rappresentare l'azienda ci siamo noi, i controllori. I parafulmini di tutto. Quando qualcuno diventa violento a me tornano in mente i ragazzi e mia moglie e spero che non mi capiti nulla. E come succede a me, glielo garantisco, capita a moltissimi altri colleghi».



Il Calvario dei Pendolari

I Nostri Volantini

Programma della giornata del Camminare

ASSEMBLEA PUBBLICA
GIOVEDI 28 GIUGNO
ORE 19,00

CENTRO PONTE PONENTE
VIA DELL'ACQUARI


Diffida vs Trenitalia. Lettera ai Capitreno.

image Siamo 363!!!

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Le Tappe del Comitato



Il nostro Diario di Bordo
... Ovvero il monitoraggio che la Regione non ha mai fatto!

Malfunzioni e Disservizi per l'anno:  2016     (Per inserire Disservizio clicca Quì)
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Marzo . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Aprile . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Maggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Giugno . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Luglio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Agosto . . . . . . . . . . . . . . .
Settembre . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Ottobre . . . . . . . . . . . . .
Novembre . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Dicembre . . . . . . . . . . . . .

Nota: Cliccando col mouse sulla tabella soprastante verranno visualizzati i disservizi e/o le malfunzioni.

Ad oggi abbiamo rilevato 219 giorni con disservizi,
ma presumiamo siano 265 lasciando il beneficio di inventario per i WeekEnd

Legenda: Giorno con Disservizio
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I Comunicati Stampa


Da Leggere
26/03/2013
GRAZIE TAV. LETTERA APERTA a Mauro Moretti, ammini

Oggi, 26 marzo 2013, apprendo il seguente annuncio trionfale di Moretti: Milano-Roma in 2h e 15’.
Non riesco a credere alle mie orecchie:

(…
04/04/2012
UNA BATTAGLIA RIVOLUZIONARIA PER LA DEMOCRAZIA

Una battaglia rivoluzionaria, non perché usi la violenza, ma perché, le ragioni dei No-Tav, se fossero accolte, implicherebbero una ‘rivoluzione’ nel
24/07/2012
TRASPORTI EQUO-SOSTENIBILI – Domenico Gattuso

Riportiamo un articolo del prof. Gattuso, docente di Ingegneria dei trasporti presso l'università di Reggio Calabria (http://www.soggettopoliticonuovo



COMUNICATO STAMPA

La legge di natura.
Non riesco a dissimulare il disgusto per il grado di collusione tra i poteri forti e la giustizia, a tutti i livelli. La vicenda giudiziaria dell’ILVA mi aveva acceso una piccola speranza, che Clini si è affrettato a spegnere, nello stile di ogni azione intrapresa da chi ci governa.
E’ vergognoso il prono atteggiamento dei giudici nei confronti di Trenitalia, che come l’ILVA manifestamente procede nell’irregolarità e nell’illiceità della gestione del servizio ferroviario. E penso di poter parlare anche a nome dei milioni di pendolari che ogni giorno sono derubati del loro tempo da Moretti, che impone aumenti di tariffe per farci viaggiare in condizioni disumane, uccidendoci  un poco alla volta. E a nome dei ferrovieri che subiscono condizioni di servizio indegne, costretti tra la rabbia di pendolari esasperati  e il ricatto di licenziamento da parte del patron.
Questa ordinanza è uno schiaffo in faccia alla giustizia, che palesemente non è di questa terra... italica.
Cionondimeno, credo che sebbene loro abbiano apparentemente vinto questa partita, non abbiamo perso NOI (seppur con dignità) una battaglia impari, ma l’ha persa l'esercizio della giustizia. E la credibilità di questo sistema.
Noi abbiamo prodotto 20 pagine di motivazioni a sostenere le ragioni del diritto di adire l'azione di classe. I giudici nella loro ordinanza si sono limitati a fare un estratto sintetico della sentenza di primo grado, senza peritarsi nemmeno di spiegarne un solo motivo. Cosa è disomogeneo tra i pendolari della FR8 che quotidianamente, all’andata e al ritorno dal lavoro, subiscono bastonate da parte di Trenitalia? Come si può considerare disomogenea una classe solo perché la stazione di partenza e di arrivo si discostano di alcuni chilometri, quando nella pratica i biglietti si scostano di pochi centesimi? Arrampicarsi sugli specchi può essere un’attività redditizia, ma andrebbe praticata senza certe cadute di stile!
 Ma andiamo per ordine.
Vorrei premettere che già nell'udienza del 27 settembre u.s. il presidente della seconda sezione civile della corte d'appello di Roma aveva manifestato in aula un atteggiamento ostilmente ironico nei confronti del nostro legale, che depositava agli atti un articolo del Messaggero (in cui la Regione affermava che Trenitalia non assolveva al servizio regionale secondo i termini contrattuali), lasciando intendere che ciò non avrebbe modificato di una virgola la propria opinione; ha infatti avuto la sfacciataggine di insultarlo apostrofando: "Lei perderà questa causa, o vincerà, indipendentemente da questo articolo. Altrimenti la sentenza se la faccia fare dalla regione lazio". E ancora: "Caro avvocato qui va ripristinata la legge di natura!".  "Cosa intende giudice?".  "Intendo la legge del più forte!". Di fronte a tale caduta di stile , i 4 difensori di Trenitalia hanno mal celato il disagio, mentre il nostro legale ha prontamente ribattuto: "Giudice, se fosse ripristinata la legge di natura, né io, né lei ora avremmo un lavoro".
Facendo, comunque, buon viso a cattivo gioco, il nostro legale, ha continuato ad evidenziare al giudice i servizi giornalistici, le evidenze documentate dei disservizi, i vari premi Caronte attribuiti alla FR8 da Legambiente, di fronte ai quali il presidente della II sezione ha tagliato corto con la laconica battuta: "Caronte era un bravo traghettatore...".
E quando quegli ha replicato che con questo modo di interpretare i filtri di ammissibilità, la classaction era preclusa ai cittadini qualunque, la difesa di Trenitalia non ha perso l’occasione di chiosare che "qualora pure fosse ammissibile, il comitato non potrebbe adire perchè non in grado di pagare le spese di pubblicità, disponendo solo di 4000 euro".
Al di là del fatto che i legali di Trenitalia, nel farci i conti in tasca, hanno sbirciato solo superficialmente il bilancio pubblicato sul nostro portale (nella disperata ricerca di un appiglio che impedisse alla corte di entrare nel merito, dove evidentemente avrebbero avuto la peggio, devono essere proprio rimasti terrorizzati dalla eclatante documentazione dei misfatti commessi dai loro assistiti, per attaccarsi al nostro misero bilancio frutto dei nostri sacrifici!), altrimenti si sarebbero accorti che quel numero si riferiva alle spese e non all’attivo!
Ma questa affermazione scopre le carte di come funziona la giustizia in Italia. Quello italiano è evidentemente un sistema che non permette ai cittadini di avere giustizia contro i pareri forti. Lo abbiamo già sperimentato con Sorgenia e la sua illegale turbogas. L'ipocrisia più grande è che la class-action è ridotta, con questa interpretazione, ad essere un inutile strumento, paradossalmente  ammissibile solo da un cittadino alla volta (assolutamente omogeneo con se stesso) e dotato di un cospicuo conto in banca!
 La class-action nasce invece con lo spirito di facilitare il decorso della giustizia anche per i più deboli; e noi abbiamo scelto, anzichè di ricorrere alla giustizia amministrativa (TAR) richiedendo il solo adeguamento del servizio al contratto (ma sarebbe stato senza risarcimento), in virtù dell'art. 1453 del codice civile (che prevede in un'unica soluzione o la risoluzione con risarcimento o l'adempimento con risoluzione in forma subordinata), di ricorrere alla giustizia ordinaria civile, richiedendo la condanna di Trenitalia all'adempimento e al risarcimento dei danni. In un clima di buon senso (e con un atteggiamento di equità, che non caratterizza i giudici in cui ci siamo imbattuti) qualora l'azione fosse stata considerata ammissibile, il tribunale avrebbe potuto disporre che, tra i due convenuti, la parte forte si doveva far carico della pubblicità.
 Ma è evidente che golia ha talmente il terrore di entrare nel merito dell'azione legale di Davide, che si è adoperato per tenere in pugno tutto l'apparato politico e giudiziale, pur di preservarsi la poltrona e continuare a coltivare i propri interessi, usando strutture (le stazioni, dove ha avviato una speculazione miliardaria coi centri commerciali), mezzi (treni) e infrastrutture (linee ferroviarie ed elettriche) pubblici, pagate coi nostri soldi, strappati dai nostri stipendi!
Noi continueremo a denunciare quotidianamente all’opinione pubblica tutti i disservizi e le irregolarità di Trenitalia attraverso il nostro diario di bordo o ai carabinieri (in 3 anni non è stato mai aperto un fascicolo). La regione, la controparte invisibile, dal canto suo, non ha nemmeno la dignità di rappresentare un interlocutore per noi, avendo svolto un ruolo inutile nel contenzioso, manifestando incapacità di gestire i rapporti tra le parti, nel far rispettare i termini del contratto, fatto salvo, a danni fatti sulla nostra pelle, riscuotere le penalità (calmierate dai tetti fissati dai contratti a catalogo imposti da Moretti) o farne pari e patta con i corrispettivi non pagati al concessionario, abbandonando i cittadini in balia dei disservizi e il servizio ferroviario regionale al destino deciso da Moretti.
Rispondendo infine al comunicato stampa che Trenitalia, tronfia, si è affrettata a diramare, nello stile di una pantomima da maestrina che redarguisce col ditino l’alunno impreparato, non tolleriamo lezioni di giurisprudenza da chi la giustizia se la compra!
 Rosalba Rizzuto (Class Action Roma-Nettuno), Dicembre 2012




COMITATO PENDOLARI FR8a CARROZZA
info: classactionromanettuno@gmail.com - tel.: 3476680972
http:// www.classactionromanettuno.org - c.f.: 91113010598
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Comunicazioni Comitato
25/05/2014
La querela di Moretti contro Riccardo Antonini: ARCHIVIATA!


13/02/2014
Indagine Mobilità Sostenibil​e di Roma


18/12/2013
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